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Il primo p... non si scorda mai!

  • nicky9117
  • 17 mag 2021
  • Tempo di lettura: 5 min

Frequentavo la seconda superiore e stavo tornando a casa da scuola, come al

solito in pullman. Il tragitto non era lungo, ma dopo le lezioni ero sempre

assonnato, così mi mettevo le cuffie ed ascoltavo la musica guardando fuori dal

finestrino. L'autobus a quell'ora era sempre pieno e non c'era mai posto per

sedersi, ed ero costretto a stare in piedi appoggiato alle porte. Era una routine

che si ripeteva ogni giorno, mi chiudevo in me stesso e non facevo caso a

quello che succedeva attorno a me, ed il viaggio finiva in un attimo.

Un giorno, mentre come al solito guardavo sognante posti visibili solo all'occhio

della mia mente, sento qualcuno che mi picchia sulla spalla:"Ciao!" era una mia

compagna di classe delle medie, Stefania, che non vedevo da tanto tempo visto

che si era trasferita dopo il primo anno. Io me la ricordavo bene, era un bella

ragazza, alta per l'età, con un bel fisico, occhi nocciola, lunghi capelli mori

mossi...e lo ammetto, aveva anche un culo da urlo. Fui colto di sorpresa, ero

mezzo assonnato e stanco, e di sicuro non ero abituato a parlare con una bella

ragazza come lei essendo di natura molto timido. E prima che il cervello si

connettesse alla bocca sentii un movimento nei miei Paesi Bassi che descriveva

esattamente quanto fosse eccitante Stefania.

"Ciao Stefania, che bello rivederti" furono le parole che riuscii a dire,

stupendomi di essere riuscito a parlare in un ottimo italiano e senza balbettare.

Alla fine saltò fuori che lei non prendeva spesso l'autobus, ma quel giorno

andava a casa di un'amica (che era una nostra compagna delle medie) e quindi

aveva preso il pullman per tornare nel nostro paese. Ci scambiammo i numeri

di telefono e poi andammo ognuno per le nostre strade, io col sorriso sulla

bocca come un ebete, ma contento di aver rivisto Stefania ed eccitato al

pensiero di poterle scrivere sul telefono.

Sorprendentemente fu lei a scrivere per prima e scrisse proprio le parole che

avrei volute scriverle io:"non mi ricordavo che tu fossi così affascinante".

Sicuramente lei era ubriaca, ma da li iniziammo a scriverci in modo assiduo, e

da quel giorno i viaggi in pullman verso casa furono diversi, nell'aspettativa di

vederla salire e di poterla rivedere. Un giorno in cui il bus era particolarmente

affollato Stefania ed io ci trovammo l'uno schiacciato addosso all'altro; non che

la situazione mi dispiacesse, anzi, ma nei miei pantaloni stava succedendo il

finimondo e se mentre col viso facevo finta di nulla, sotto avevo il cazzo sul

duro andante...

fortunatamente, visto l'affollamento di persone, nessuno poteva vederlo. Ad un

certo punto il pullman frenò in modo brusco e Stefania mi crollò addosso ed

ovviamente una delle sue mani si appoggiò (per caso, per sfiga o per fortuna)

sul mio pacco; lei la tolse velocemente con un "Ops, scusa" e vidi che era

diventata rossa in viso. Se lei era rossa, io probabilmente ero verde di


vergogna, conscio di aver fatto una figura di merda colossale, ma con mia

sorpresa sentii che Stefania continuava a cercare il contatto fisico e lasciava la

mano in "zona cazzo", il che non mi dispiaceva per nulla e quando son tornato

a casa mi son fatto un segone epico pensando a lei.

Da quel giorno i messaggi al telefono iniziarono a farsi più spinti; dal "Sembri

essere messo bene la sotto", al mio "Grazie, e te hai il culo più bello del mondo,

forse è per merito suo se ero duro", fino a parlare in modo disinibito delle

nostre relazioni passate. Ne emerse che mentre io di esperienze non ne avevo

mai avute (a parte qualche sega e ditalino scambiati con le ex-fidanzatine) lei

aveva già fatto pompini e fatto l'amore con un suo ex più grande. Ovviamente

da li in poi iniziai a chiederle un milioni di cose sul mondo del sesso che per me

era estraneo, e piacevolmente notai che lei stava al gioco.

La vigilia di Natale ci diamo appuntamento per scambiarci i regali; ci eravamo

messi d'accordo, nulla di impegnativo o di costoso, solo un pensiero. Fu lei a

decidere il posto, uno dei parchi in città...un posto abbastanza strano, pensai,

ma chi se ne frega.

Arrivai per primo e mi sedetti su una panchina col mio regalo (un profumo ed

una collana, non dico che erano comprati dai marocchini ma quasi) e aspettai

Stefania. Quando la vidi, il cazzo iniziò subito a muoversi ed agitarsi: quel

giorno la trovai particolarmente sensuale, jeans attillati, un filo di trucco, capelli

perfetti e le labbra carnose di un bel colore rosso che mi sorridevano. Fui

sorpreso nel vedere che non aveva nessun pacchetto regalo e una piccola

speranza si accese in fondo al mio cuore...o forse più in basso.

Mi portò su una panchina isolata, lontano da tutti...il parco non era affollato, e li

proprio non passava mai nessuno: a quanto pare aveva già programmato tutti.

Le consegnai il mio regalo e lei fu felicissima (sicuramente per gentilezza e non

per la qualità del regalo).

"E il mio regalo?" le chiesi maliziosamente.

Lei mi guardò "Me lo sono dimenticata, è un problema se cerco di sdebitarmi in

qualche modo?" e si passò la lingua sulla labbra, allungando una mano sulla

mia coscia. Colsi la palla al balzo e mi fiondai sulle sue labbra e ci baciammo a

lungo, prima dolcemente come due persone timide, poi sempre più

vigorosamente fino a non capire più quale lingua fosse la mia o la sua. Intanto

la sua mano aveva raggiunto la mia zona bassa e mi massaggiava il cazzo,

ormai duro... mi saltò sopra a cavalcioni continuandomi a baciare mentre con

le mani mi slacciava i jeans e me li abbassava. Si inginocchiò davanti a me, mi

tirò già i boxer e prese il cazzo in mano.


"Spero ti piaccia il mio regalo di Natale" mi disse prima di mettersi all'opera. Io

all'inizio non capii cosa stava succedendo, il mix di quelle sensazioni mi stava

facendo impazzire...così chiusi gli occhi, spensi il cervello e mi trovai in

paradiso.

Stefania mi stava segando lentamente, poi scappellò il cazzo e si avvicinò col

viso, tirò fuori la lingua e iniziò a leccarmi la cappella... sentivo la sua lingua che

si avvolgeva, circondava il glande prima in un senso poi nell'altro. Non avevo

mai visto il mio cazzo così dritto e duro, a quanto pare stava succedendo un

miracolo e non volevo che finisse. Stefania era bravissima con la lingua, ma

quando inizio ad utilizzare anche le labbra fu la fine del mondo..all'inizio diede

qualche bacino alla cappella, poi piano piano fece entrare il glande, poi sempre

più a fondo mentre mi pompava e intanto con le mani mi massaggiava le palle.

il ritmo era lento, sentivo che mi stava succhiando forte, tanto che avevo il

dubbio che mi si staccasse la cappella, ma rimasi zitto e feci fare a Stefania, che

piano piano aumentò il ritmo, passava dall'usare la lingua alle labbra a suo

piacimento mentre sentivo la saliva che mi colava lungo l'asta. Era un lago, litri

di saliva e liquidi che mi avvolgevano il cazzo e che Stefania aspirava nella sua

bocca, e faceva scivolare tutto la mia asta dentro la sua bocca, fino ad arrivare

ad averlo tutto dentro, il suo viso completamente addosso al mio corpo, la mia

cappella che sfregava nella sua gola... Continuò a succhiarmelo e pomparmelo,

mentre con le mani mi segava e mi toccava le palle, ma io stavo per

esplodere:"Stefania vai più piano, sto per venire!". Lei mi guarda con un sorriso

che era tutto un programma, si mette la cappella in bocca e inizia a fare su e

giù sempre più veloce mentre con la mano mi sega...io cerco di trattenermi, ma

nulla è possibile di fronte a tanta bravura e le sborro tutto in bocca. Lei non si

sposta, anzi, sento che aspira tutto con avidità e prende in bocca tutto come se

fosse tutto quello che aspettava; intanto sta continuando a succhiare e leccare,

poi si ferma, ingoia tutto e poi riprende a pulirmi tutto il cazzo, dalle palle alla

cappella, facendomelo tornare più pulito di come era all'inizio.

"Ti è piaciuto?" mi chiede Stefania. La risposta è ovvia, così come è ovvio che da

quel momento in poi Stefania ed io abbiamo iniziato una bella relazione,

divertente e della quale magari vi racconterò qualche altro episodio.


 
 
 

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